DAVID
P.P. SALVIN
GAME
OF PETROCK
Al
Circolo di Petrock o si presidenzia o si muore
L'autore
e tutto lo staff editoriale ci tengono ad informare che questa è
soltanto un'opera di finzione, volta al puro e semplice
intrattenimento. Non c'è volontà alcuna di offendere o mancare di
rispetto a nessuno.
Spero
che quest'opera vi diverta ed intrattenga nel modo giusto.
Grazie
a tutti voi!
David
P.P. Salvin
CAPITOLO
1
Fin
dall'alba del pianeta delle scimmie, un solo luogo, nel Distretto
Vinciano della Tuscania, ha rappresentato degnamente il desiderio di
potere dell'animale uomo.
Il
Petrock Palace.
Un
circolo ininterrotto di cene, feste, serate danzanti e gruppi
musicali. Un concentrato di sesso, droga e rock 'n roll. E secondo
alcune leggende, anche di pastorizia pura e semplice.
Max
Burger, il presidente del Petrock Palace, guardava pensieroso
l'orizzonte, dalla finestra del suo appartamento posto al piano
terra. Sapeva bene che, di li a pochi giorni, avrebbe dovuto
designare il suo successore alla guida del circolo. E, qualunque
decisione avesse scelto, avrebbe avuto delle conseguenze. Questo
fardello, tuttavia, non gli aveva impedito di rendere onore ai propri
doveri coniugali.
Amava
la sua compagna, Risla. Tuttavia, a certi piaceri non poteva proprio
rinunciare. Aveva iniziato, nel primo pomeriggio, con un massaggio
rilassante da Ayako, che culminava nel solito servizietto a risucchio
idraulico. Tornato a casa, aveva proseguito con un porno scandinavo
con protagonisti un gruppo di orsi e aveva concluso con la lettura di
un buon libro. “Come eiaculare mentalmente”, di uno scrittore da
4 euro. Nonostante questo, era fedelissimo alla sua compagna.
Era
sicuro che Risla non sospettasse nulla delle sue attività illecite.
E la credeva una compagna fedele.
Beh,
si sbagliava.
Risla
le aveva detto che sarebbe andata a trovare un'amica, che era stata
aggredita dal suo pappagallo. Peccato che fosse un amico. Vietnamita.
E con tanto napalm in mezzo alle gambe da soddisfare una comunità di
obese depresse.
Entrambi
i coniugi, tuttavia, erano rispettosi delle regole del vincolo
amoroso.
Alla
Rocca di Tognano Fal, Gustav Doppiomalto, in compagnia della sua
compagna Chiara Beer, già pregustava la sua successione. Tanto per
cambiare, aveva tenuto un festino a casa sua la sera precedente, dove
anche il suo cane si era procurato una sbornia non indifferente.
Mentre
erano seduti sul divano a guardare la nuova puntata del serial “Come
rovinarsi la vita e farla franca”, Chiara prese la parola.
- Mi sembri troppo sicuro di te, Gustav. Non sei il solo ad ambire alla presidenza del Petrock Palace. Ci sono anche Aaron Pieceofshit e Gregor da Ikea, che non sottovaluterei se fossi in te.
- Stai tranquilla, donna di difficili costumi – le rispose l'uomo – loro non sono un problema. Se dovesse andare qualcosa storto, mi sbarazzerò di loro in men che non si dica. Non hanno visto telefilm e sono talmente idioti che, se morissero avvelenati, direbbero di aver avuto un orgasmo prima di morire. Max sa bene il mio valore. Mi intendo di birre meglio di chiunque altro. E so anche berle, meglio di chiunque altro.
- E come pensi di fare?
- Sto facendo le mie amicizie altolocate, e mi daranno aiuto al momento opportuno. Ho già contattato il tuo amico Danny Barba, direttamente dal Monte Degli Spertoli.
- Cosa? Ma non aveva smesso?
- Hanno ucciso il suo cinghiale domestico. E la sua boa. E il suo coccodrillo. Io so chi è stato. Ho promesso di rivelarglielo, se rimette la sua attività di killer al mio servizio. Adesso basta, donna! Prendi le carte dei Munchkin e giochiamo!
- Ma io non so giocare!
- L'ho sempre detto che sei di difficili costumi!
Nello
stesso momento, nella sua tenuta di Ponte A Ugola, Gregor da Ikea
pensava alla mattinata seguente. Al momento in cui Max avrebbe
designato il suo successore. Gregor era scampato al suo destino nella
regione di Ikea, dove volevano trasformarlo in un mobile da vendere
ad un ricco proprietario negriero. Era riuscito a fuggire, grazie
all'aiuto della sua talpa Gora. In un solo giorno, aveva scavato un
tunnel largo 3 metri e con 80 chilometri di profondità. Questo gli
aveva permesso di sbucare fuori dalla prigione ed era felice.
Tuttavia, per la povera Gora, la sua felicità era stata fatale.
Infatti Gregor, per festeggiare, volle fare una mossa di wrestling
insieme a lei e, accidentalmente, la accecò e gli ruppe il collo.
Non si perdonò mai per quel gesto.
Dopo
aver viaggiato per mesi, a piedi e senza cibo, svenne. E venne
raccolto proprio da Max Burger, che lo condusse al Petrock Palace e
gli donò una nuova casa ed un nuovo obiettivo. Nello stesso periodo,
aveva conosciuto la sua compagna Hillary ed aveva avviato un futuro
decisamente più promettente. Non era interessato alla presidenza di
Petrock, anche se era pronto ad assumersi le sue responsabilità. Il
suo flusso di pensieri venne interrotto dall'arrivo di Hillary e, di
fronte ad un piatto di alghe fritte, i due consumarono il loro pasto
serale.
Sienna
Certa, nella città di Aldo Town, aspettava l'arrivo del suo consorte
Aaron. Pensava di lui quello che pensava sempre.
Che
era un pezzo di merda e rendeva onore al suo cognome. Pieceofshit.
Chiaramente
lo amava e gli voleva bene. Quando lo vide per la prima volta, senza
un pelo in testa, tutto sporco di fango mentre lottava con un
disabile per il dominio dell'XBox, se ne era subito invaghita.
Tuttavia,
era sempre in ritardo, ringambava sempre e, per scusarsi con lei,
tirava fuori lo stesso motivo.
Lo
faceva perchè era un pezzo di merda.
In
quel momento, Aaron arrivò e, dopo aver consumato con lei sul letto,
iniziarono a parlare. Esordì proprio Sienna.
- Domani non fare a tuo solito e pensa a cosa fare nel caso non venissi scelto.
- Stai tranquilla, cara. Gregor ha le ante al posto del cervello. Per quanto riguarda Doppiomalto, sa il fatto suo. E potrebbe essere un problema. Ho già preso contatti con chi di dovere. Anche con Dark Stalker.
- COSA? MA SEI IMPAZZITO?
- Calmati, o mia giumenta. Non sono impazzito. Da quando gli hanno bloccato tutti i profili sui social network, a causa della sua attività poco ortodossa, è uscito dalla circolazione. Tuttavia, pare che continui ad operare. Pare che si serva di un demone della rete per osservare il più possibile. In cambio di un nuovo account, ha deciso di aiutarmi. Il trono di Petrock sarà comunque nostro.
- E inviterai i Cugini di Campagna una sera a suonare? Come mi avevai promesso?
Con
la fatica che avrebbe fatto un lottatore di sumo a sollevare un
piatto di spaghetti, Aaron annuì.
Ecco
infine il grande giorno. Nella grande sala del trono di Petrock,
Gustav, Gregor ed Aaron, accompagnati dalle rispettive compagne,
attendevano l'arrivo di Max.
Ad
un tratto, la porta si aprì ed entrò il presidente, seguito dalla
sua compagna. Si sedette e, dopo aver guardato tutti i presenti negli
occhi, iniziò a parlare:
- Siamo qui riuniti oggi per designare il successore del Petrock Palace. Ognuno di voi, in modo diverso, ha contribuito a rendere questo luogo ancora degno del nome che porta. E' stato difficile scegliere il mio erede ma, alla fine, ho preso una decisione. Voglio rivelarvi come ho fatto. In una di queste notti, mi ha visitato in sogno un pene parlante. Dopo avermi eiaculato in faccia, mi ha riferito chi di voi avrebbe dovuto essere il mio successore.
Espressioni
varie, un misto di stupore e terrore si dipinse sui volti dei
presenti. Si dice che appaia un pene parlante in sogno a coloro che
ancora possono regnare. Che Max non avesse scelto nessuno?
- So qual'è la tradizione, rispetto a questo tipo di sogno. Tuttavia io, alla veneranda età di 40 anni, non posso più regnare. Berrò una birra adesso e, dopo il primo sorso, vi dirò chi mi succederà.
Max
prese una birra di frumento dal frigo, la sua preferita, la stappò e
ne bevve un lungo sorso. Dopo averla appoggiata sul tavolo, riprese a
parlare:
- Bene. E con grande onore che designo come mio successore,...Ahha! Cough, cough! Ma che?... EHHH!!
In
preda alle convulsioni, Max si accasciò a terra.
- Ma che succede? Caro! Fate qualcosa! - urlò Risla.
- Chiamate il Pronto Pronto Intervento! - disse Aaron.
- Chiamate il mago Silvan! - esplose Gustav.
- Chiamate Pino Scotto! - concluse Gregor.
Alla
fine, Hillary si avvicinò al corpo di Max. Si intendeva un minimo di
assistenza. Una volta, infatti, aveva assistito un vecchio
nell'attraversamento di un'isola pedonale. Con gravità, disse:
- Potete anche chiamare Giorgio Mastrota. Il Presidente Max Burger ci ha appena lasciato. E niente potrà riportarlo indietro. Nemmeno la donna rossa.
FINE
PRIMO CAPITOLO
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