venerdì 8 luglio 2016

GAME OF PETROCK - CAPITOLO 1

DAVID P.P. SALVIN

GAME OF PETROCK

Al Circolo di Petrock o si presidenzia o si muore

L'autore e tutto lo staff editoriale ci tengono ad informare che questa è soltanto un'opera di finzione, volta al puro e semplice intrattenimento. Non c'è volontà alcuna di offendere o mancare di rispetto a nessuno.
Spero che quest'opera vi diverta ed intrattenga nel modo giusto.
Grazie a tutti voi!

David P.P. Salvin



CAPITOLO 1

Fin dall'alba del pianeta delle scimmie, un solo luogo, nel Distretto Vinciano della Tuscania, ha rappresentato degnamente il desiderio di potere dell'animale uomo.
Il Petrock Palace.
Un circolo ininterrotto di cene, feste, serate danzanti e gruppi musicali. Un concentrato di sesso, droga e rock 'n roll. E secondo alcune leggende, anche di pastorizia pura e semplice.
Max Burger, il presidente del Petrock Palace, guardava pensieroso l'orizzonte, dalla finestra del suo appartamento posto al piano terra. Sapeva bene che, di li a pochi giorni, avrebbe dovuto designare il suo successore alla guida del circolo. E, qualunque decisione avesse scelto, avrebbe avuto delle conseguenze. Questo fardello, tuttavia, non gli aveva impedito di rendere onore ai propri doveri coniugali.
Amava la sua compagna, Risla. Tuttavia, a certi piaceri non poteva proprio rinunciare. Aveva iniziato, nel primo pomeriggio, con un massaggio rilassante da Ayako, che culminava nel solito servizietto a risucchio idraulico. Tornato a casa, aveva proseguito con un porno scandinavo con protagonisti un gruppo di orsi e aveva concluso con la lettura di un buon libro. “Come eiaculare mentalmente”, di uno scrittore da 4 euro. Nonostante questo, era fedelissimo alla sua compagna.
Era sicuro che Risla non sospettasse nulla delle sue attività illecite. E la credeva una compagna fedele.
Beh, si sbagliava.
Risla le aveva detto che sarebbe andata a trovare un'amica, che era stata aggredita dal suo pappagallo. Peccato che fosse un amico. Vietnamita. E con tanto napalm in mezzo alle gambe da soddisfare una comunità di obese depresse.
Entrambi i coniugi, tuttavia, erano rispettosi delle regole del vincolo amoroso.

Alla Rocca di Tognano Fal, Gustav Doppiomalto, in compagnia della sua compagna Chiara Beer, già pregustava la sua successione. Tanto per cambiare, aveva tenuto un festino a casa sua la sera precedente, dove anche il suo cane si era procurato una sbornia non indifferente.
Mentre erano seduti sul divano a guardare la nuova puntata del serial “Come rovinarsi la vita e farla franca”, Chiara prese la parola.
  • Mi sembri troppo sicuro di te, Gustav. Non sei il solo ad ambire alla presidenza del Petrock Palace. Ci sono anche Aaron Pieceofshit e Gregor da Ikea, che non sottovaluterei se fossi in te.
  • Stai tranquilla, donna di difficili costumi – le rispose l'uomo – loro non sono un problema. Se dovesse andare qualcosa storto, mi sbarazzerò di loro in men che non si dica. Non hanno visto telefilm e sono talmente idioti che, se morissero avvelenati, direbbero di aver avuto un orgasmo prima di morire. Max sa bene il mio valore. Mi intendo di birre meglio di chiunque altro. E so anche berle, meglio di chiunque altro.
  • E come pensi di fare?
  • Sto facendo le mie amicizie altolocate, e mi daranno aiuto al momento opportuno. Ho già contattato il tuo amico Danny Barba, direttamente dal Monte Degli Spertoli.
  • Cosa? Ma non aveva smesso?
  • Hanno ucciso il suo cinghiale domestico. E la sua boa. E il suo coccodrillo. Io so chi è stato. Ho promesso di rivelarglielo, se rimette la sua attività di killer al mio servizio. Adesso basta, donna! Prendi le carte dei Munchkin e giochiamo!
  • Ma io non so giocare!
  • L'ho sempre detto che sei di difficili costumi!

Nello stesso momento, nella sua tenuta di Ponte A Ugola, Gregor da Ikea pensava alla mattinata seguente. Al momento in cui Max avrebbe designato il suo successore. Gregor era scampato al suo destino nella regione di Ikea, dove volevano trasformarlo in un mobile da vendere ad un ricco proprietario negriero. Era riuscito a fuggire, grazie all'aiuto della sua talpa Gora. In un solo giorno, aveva scavato un tunnel largo 3 metri e con 80 chilometri di profondità. Questo gli aveva permesso di sbucare fuori dalla prigione ed era felice. Tuttavia, per la povera Gora, la sua felicità era stata fatale. Infatti Gregor, per festeggiare, volle fare una mossa di wrestling insieme a lei e, accidentalmente, la accecò e gli ruppe il collo. Non si perdonò mai per quel gesto.
Dopo aver viaggiato per mesi, a piedi e senza cibo, svenne. E venne raccolto proprio da Max Burger, che lo condusse al Petrock Palace e gli donò una nuova casa ed un nuovo obiettivo. Nello stesso periodo, aveva conosciuto la sua compagna Hillary ed aveva avviato un futuro decisamente più promettente. Non era interessato alla presidenza di Petrock, anche se era pronto ad assumersi le sue responsabilità. Il suo flusso di pensieri venne interrotto dall'arrivo di Hillary e, di fronte ad un piatto di alghe fritte, i due consumarono il loro pasto serale.

Sienna Certa, nella città di Aldo Town, aspettava l'arrivo del suo consorte Aaron. Pensava di lui quello che pensava sempre.
Che era un pezzo di merda e rendeva onore al suo cognome. Pieceofshit.
Chiaramente lo amava e gli voleva bene. Quando lo vide per la prima volta, senza un pelo in testa, tutto sporco di fango mentre lottava con un disabile per il dominio dell'XBox, se ne era subito invaghita.
Tuttavia, era sempre in ritardo, ringambava sempre e, per scusarsi con lei, tirava fuori lo stesso motivo.
Lo faceva perchè era un pezzo di merda.
In quel momento, Aaron arrivò e, dopo aver consumato con lei sul letto, iniziarono a parlare. Esordì proprio Sienna.
  • Domani non fare a tuo solito e pensa a cosa fare nel caso non venissi scelto.
  • Stai tranquilla, cara. Gregor ha le ante al posto del cervello. Per quanto riguarda Doppiomalto, sa il fatto suo. E potrebbe essere un problema. Ho già preso contatti con chi di dovere. Anche con Dark Stalker.
  • COSA? MA SEI IMPAZZITO?
  • Calmati, o mia giumenta. Non sono impazzito. Da quando gli hanno bloccato tutti i profili sui social network, a causa della sua attività poco ortodossa, è uscito dalla circolazione. Tuttavia, pare che continui ad operare. Pare che si serva di un demone della rete per osservare il più possibile. In cambio di un nuovo account, ha deciso di aiutarmi. Il trono di Petrock sarà comunque nostro.
  • E inviterai i Cugini di Campagna una sera a suonare? Come mi avevai promesso?
Con la fatica che avrebbe fatto un lottatore di sumo a sollevare un piatto di spaghetti, Aaron annuì.

Ecco infine il grande giorno. Nella grande sala del trono di Petrock, Gustav, Gregor ed Aaron, accompagnati dalle rispettive compagne, attendevano l'arrivo di Max.
Ad un tratto, la porta si aprì ed entrò il presidente, seguito dalla sua compagna. Si sedette e, dopo aver guardato tutti i presenti negli occhi, iniziò a parlare:
  • Siamo qui riuniti oggi per designare il successore del Petrock Palace. Ognuno di voi, in modo diverso, ha contribuito a rendere questo luogo ancora degno del nome che porta. E' stato difficile scegliere il mio erede ma, alla fine, ho preso una decisione. Voglio rivelarvi come ho fatto. In una di queste notti, mi ha visitato in sogno un pene parlante. Dopo avermi eiaculato in faccia, mi ha riferito chi di voi avrebbe dovuto essere il mio successore.
Espressioni varie, un misto di stupore e terrore si dipinse sui volti dei presenti. Si dice che appaia un pene parlante in sogno a coloro che ancora possono regnare. Che Max non avesse scelto nessuno?
  • So qual'è la tradizione, rispetto a questo tipo di sogno. Tuttavia io, alla veneranda età di 40 anni, non posso più regnare. Berrò una birra adesso e, dopo il primo sorso, vi dirò chi mi succederà.
Max prese una birra di frumento dal frigo, la sua preferita, la stappò e ne bevve un lungo sorso. Dopo averla appoggiata sul tavolo, riprese a parlare:
  • Bene. E con grande onore che designo come mio successore,...Ahha! Cough, cough! Ma che?... EHHH!!
In preda alle convulsioni, Max si accasciò a terra.
  • Ma che succede? Caro! Fate qualcosa! - urlò Risla.
  • Chiamate il Pronto Pronto Intervento! - disse Aaron.
  • Chiamate il mago Silvan! - esplose Gustav.
  • Chiamate Pino Scotto! - concluse Gregor.
Alla fine, Hillary si avvicinò al corpo di Max. Si intendeva un minimo di assistenza. Una volta, infatti, aveva assistito un vecchio nell'attraversamento di un'isola pedonale. Con gravità, disse:
  • Potete anche chiamare Giorgio Mastrota. Il Presidente Max Burger ci ha appena lasciato. E niente potrà riportarlo indietro. Nemmeno la donna rossa.

FINE PRIMO CAPITOLO

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