CAPITOLO
3
Dopo
essersi accomodati in casa di Imu, L'uomo mascherato parlò.
- Forze oscure tramano nell'ombra al Petrock Palace. Detective, stai il più lontano possibile da quel luogo.
- Ma quel luogo è il cuore delle indagini!
- Puoi scoprire la verità anche lontano da lì. Non mi conosci ma ti dico queste cose per salvarti la vita.
- E' curioso che uno vestito da sigaretta voglia preservare la buona salute del prossimo. Comunque, non mi hai ancora rivelato nulla di importante.
A
quel punto, The Smoker tirò fuori una gabbia coperta. La scoprì e
ne tirò fuori una gallina. Ad un tratto, con la voce registrata di
Giancarlo Magalli, l'animale parlò:
- Salve detective!
- Ti presento Spluga, caro Imu. E' una gallina speciale, che sa molte cose ed è in grado di parlare.
- Ma perchè deve usare la voce di Magalli?
- Il progetto degli Dei ci è spesso oscuro e nebbioso. Non so risponderti a questa domanda né so dirti i reali natali dell'oviparo.
- Oviparo sarà tuo padre, Marlboro Man.
Ad
un tratto, la gallina si bloccò e, come se fosse in trance, guardò
dritto negli occhi Imu. Poi, esclamò:
- Dirigiti al night club chiamato “Granaio della Topa”. Lì, sotto la gestione di un tale chiamato Donnie Lasallungo, esercitano la loro professione tre prostitute: Leona, Sherazade e Pan. Ognuna delle tre ha un segreto da rivelarti, caro Imu. E adesso ho parlato.
Detto
questo, dal sedere della gallina sbucò un uovo d'oro.
- Questo è di buon auspicio, detective. Dovremmo preoccuparci quando e se deporrà un uovo nero. Le parole precedenti, in quel caso, sarebbero di sventura. Adesso devo lasciarti, amico. Ci incontreremo di nuovo e molto presto.
- Aspetta!
Troppo
tardi. The Smoker era già sparito. Ma Imu aveva una pista da seguire
adesso.
Al
Monte degli Spertoli, il killer Danny Barba affilava le sue armi per
rimettersi in gioco. Si sistemò aghi avvelenati nella barba, pronta
a lanciarli contro il nemico (la sua barba era senziente), e, infine,
si armò con un coltellaccio e una 44 magnum.
Doveva
trovare chi aveva ucciso i suoi animali domestici. Voleva bene a
tutti e tre ma la morte del suo amato coccodrillo, Dundee, lo aveva
straziato. Questo perchè non aveva ancora scoperto il suo
coccodrillo come faceva. In quel momento, suonò il telefono.
- Danny, sono Doppiomalto. Ho una missione da affidarti.
- Augurati di avere il nome che cerco, razza di birraio puzzolente.
- Vai tranquillo. Ho bisogno che tu faccia un sopralluogo nei boschi del Monte del Lupo. Scopri che cosa trama il Gallo di Amianto e se è effettivamente tornato in quella zona. Fammi un rapporto dettagliato, al tuo ritorno.
- Sarà fatto.
Nelle
rispettive case dei tre pretendenti al trono, ognuno pensava alla
prossima mossa. Due di loro avevano le idee chiare, il terzo un po'
meno.
Smack
preventivava di interrogare Sienna Certa e Chiara Beer e,
successivamente, di dirigersi al Granaio della Topa, a bordo del suo
deltaplano. Iniziò da Sienna Certa.
- Signorina Certa, ha notato niente di strano il giorno dell'omicidio?
- No. A dire la verità, però, ho notato qualcosa adesso.
- Ovvero?
- Che lei è straordinariamente affascinante, detective.
Mentre
il detective rimaneva basito da tale affermazione, la ragazza aveva
iniziato a togliersi la maglietta, rimanendo in reggiseno, e si era
seduta in modo piuttosto provocante sulle gambe di Imu. Non si
sentiva così accaldato da quando, sonnambulo, aveva abbracciato la
sua stufa elettrica.
- Signorina, ma cosa fa?
- Se lei abbandona l'indagine, caro mio, sarò la sua schiava sessuale per almeno una settimana. Posizioni compromettenti, lunghe cavalcate e afrodisiaci bagni tra i miei caldi liquidi la rimetteranno al mondo.
- L'idea mi tenta ma devo proprio declinare. Si rivesta, per carità. Cosa penserebbe il suo consorte Aaron?
- E' stato lui a chiedermi di sedurla.
- Ma perchè?
- Perchè è un pezzo di merda, ovvio.
Alla
fine, Imu se la scrollò di dosso e se ne andò. Avrebbe interrogato
gli altri in un secondo momento. Il Granaio della Topa era più
importante.
La
rockstar Monteione, reduce dal suo nuovo tour “Voglio il Mondo a
Mediaworld”, confabulava con la sua più fidata assistente, di
fronte a due bottiglie di Gatorade. Si trattava di Iron Chansey, la
sua infermiera di fiducia e campione mondiale di Karate Kid, Jujitsu,
Lotta Libera, Lotta Greco Romana, Kung Fu Panda e Street Fighter. Le
piaceva aiutare il prossimo ma un episodio in particolare le aveva
fatto comprendere una cosa: occorreva la violenza, per risolvere
certe questioni. Lo aveva capito quando, molto tempo prima, nei
pressi del Petrock Palace, aveva visto un bambino schernito da tutti.
Gli altri bambini lo prendevano in giro perchè era pelato, portava i
sandali con i calzini a causa della sua unghia incarnita ed amava una
ragazza brutta che non lo ricambiava. Decise di difenderlo con la
forza e fu lì che capì tutto. Questo ricordo venne interrotto dalla
voce di Monteione.
- Chansey, ho bisogno di te. Ti pago bene e sono disposto a darti di più se accetterai questo incarico. Il trono di Petrock è vagante e un certo Smack sta indagando sulla cosa. Incontralo e portalo da me
- Come farò a convincerlo?
- Il nostro amico è un patito di cinema. Di quello scadente, però. Digli che una persona influente è disposta a donarle la versione estesa originale di un capolavoro.
- Ovvero?
- “Batman V Superman Dawn of Justice”. Non saprà resistere.
- Che culo!
Dopo
aver disturbato un volo di linea ed aver quasi fatto un incidente con
un altro deltaplanista, Imu arrivò al Granaio della Topa. Un luogo
elegante che, tuttavia, era un vero e proprio covo di maiali
traditori e sporcaccioni. All'ingresso, si trovava il proprietario
Donnie Lasallungo e, sopra di lui, campeggiava la seguente scritta:
“Vieni maialino, bel maialino!”. Aveva davvero la faccia di un
maiale.
- E' lei il signor Lasallungo?
- Si.
- Sono il detective Smack e necessito di interrogare tre delle sue sottoposte.
- Cosa? Lei è un cane parlante!
- Tenga i suoi drammi medicali per sé, maniaco sessuale. O prenderò provvedimenti.
A
quelle parole, Donnie lo condusse dove voleva. Lo informò che Pan,
una vera e propria fotografa di uccelli (volatili e non), era a fare
un servizio a domicilio. Iniziò con Leona, molto carina e reduce da
un servizietto in una copisteria. Tuttavia, sembrava che non amasse
il suo lavoro.
- Sarò breve, signorina Leona. Come ben saprà, il re Burger è morto e sto indagando sulla sua dipartita. So per certo che...
- Si fermi, la prego – lo interruppe la ragazza – la ruota del girarrosto ha iniziato a girare e niente può fermarla. Le dirò quello che le serve sapere. Gustav Doppiomalto ha un figlio.
- Che cosa?
- Io sono la mamma. Molto tempo fa, lui venne qui e consumammo un rapporto sessuale. Tuttavia, mentre giocava a Clash Royale al cellulare, si dimenticò di venire fuori e mi ingravidò. Dopo aver partorito un maschio del peso di 10 chili, non ho più visto il bambino.
- Perchè Doppiomalto l'ha lasciata in vita?
- Perchè era talmente ubriaco da non ricordarsi nulla. Lui non sa di avere un figlio e non si ricorda di aver fatto la carriola con me.
- Non si degradi in questo modo, signorina. Può ancora avere una vita felice, se lo desidera.
In
quel momento Leona guardò diversamente il detective Smack. Si
accorse di avere davanti una persona buona, per quanto ingenua fosse.
E, mentre lui andava via, lo prese per mano, dicendogli:
- Spero che si rifaccia vivo, Imu.
Il
detective, un po' arrossito in viso, la guardò intensamente negli
occhi. Come se stesse guardando un porno di bondage asiatico. E
disse:
- Credo proprio di si.
Detto
questo, andò da Sherazade. La sgualdrina, dal fisico snello e tonico
e dal viso piuttosto grazioso e simpatico, inquadrò Imu con fare di
scherno. Il tutto mentre mangiava senza ritegno un maialino di latte
intero.
- Signorina, si cibi quando avrà finito, per favore.
- Stai scherzando spero. Ho dovuto soddisfare un pallavolista di Spicchiolandia e ho consumato con un ballerino mentre faceva tessuto. Sono sfinita. Comunque, cosa vuoi sapere?
- Qualcosa di rilevante sui tre pretendenti al trono di Petrock.
- Sienna Certa intende sedurla.
- Lo ha già fatto ma senza successo.
- Ma sei proprio finocchio, allora!
- Bada a come parli, cara la mia squinzia! Se non avessi avuto una missione da compiere, forse, l'avrei anche presa.
- Ci sono sempre io, comunque. Pagando – detto questo, la ragazza avvicinò la sua faccia a quella del detective. Per poco non si baciarono.
- Insomma adesso basta!
- E va bene. C'è una cosa che posso dirle.
In
quel momento, si sentì uno sparo nell'ingresso e molta confusione.
Donnie Lasallungo parlava spaventato con un uomo dalla folta barba,
armato di pistola e coltellaccio.
- Signor Barba, la prego. Io non so nulla.
- Lasallungo, invece! Dov'è la signorina Leona?
- Sta parlando con un detective.
- Bene. E' tutto ciò che mi occorre sapere.
FINE
CAPITOLO 3
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