giovedì 28 luglio 2016

GAME OF PETROCK - CAPITOLO 4

CAPITOLO 4

Gregor da Ikea dormiva male. Si rigirava spesso nel letto. E non era soltanto per l'erba fumata insieme all'acido di dieci batterie scadute. Stava facendo un sogno. Si trovava in uno spazio bianco, quasi come se fosse il nulla. Davanti a lui si trovavano ben tre peni. Uno nero a sinistra, uno cinese nel mezzo e uno bianco a destra. Ad un tratto, il pene cinese parlò:
  • Gregor, non aver paura. Non sei ad un gaypride. Vedi i peni accanto a me? Simboleggiano una scelta che tu, presto dovrai fare. Hai molte abilità e capacità ma la tua mente è volubile. Sempre in bilico tra il bene e il male. Sceglierai il pene nero, lungo e violento e che è il male o quello bianco, delicato e con una lunghezza moderata da poter dare ugualmente piacere ad una donna?
  • Ma io...
  • Così ho parlato.
Gregor si risvegliò piuttosto confuso.

Danny Barba ascoltava nella sua testa la voce della sua barba senziente. Era dalla nascita di Gesù Cristo che non si radeva e la barba gli piaceva ma, infine, questa impicciante massa di peli aveva sviluppato una coscienza propria. Malvagia. Danny ne dipendeva totalmente.
  • Devi mettere le mani su Imu, caro Danny. L'incontro con il Gallo di Amianto ci ha fruttato informazioni preziose, anche se è ancora in vita.
Infatti, Barba era penetrato nel nascondiglio del Gallo, nei boschi vicino al Monte del Lupo, come Doppiomalto gli aveva ordinato. Lo aveva sentito dannarsi del furto di una preziosa gallina e lo aveva visto addormentarsi. Quando stava per ucciderlo nel sonno, un quaderno lo aveva attratto. Lo aveva aperto e, dopo aver scoperto che il Gallo vedeva i galli camminare senza testa, aveva trovato un'informazione. Molto preziosa.

  • Vuoi dire che Imu ha rifiutato le tue avances?
  • Si.
  • Ma questo è assurdo. Con il venditore di fumetti sei stata perfetta.
  • Quale?
  • Quello grasso, brutto e puzzolente.
  • Ah. Con lui non sono mai andata. Son andato con suo fratello, che è bellissimo.
Aaron non riusciva a capire. La sua bella compagna avrebbe dovuto sedurre il detective ma non ce l'aveva fatta. Che lei fosse esattamente come lui e rendesse anche lei onore al cognome del consorte?

Imu sentiva del trambusto ma non riusciva a capire cosa stesse succedendo. Si rivolse a Sherazade, intenta a divorare un kebab.
  • Dimmi quello che sai. Sbrigati!
  • E va bene. Max Burger ha un erede al trono, generato da me. In pratica, è venuto qui e, dopo avermi cavalcata perbene, mi ha messa incinta.
  • Ma questo è assurdo!
  • Secondo te, perchè non lo ha mai fatto con la compagna? Perchè lei può avere solo femmine e non maschi.
  • Ma perchè?
  • E chiedilo all'autore di questo troiaio a puntate!
Imu continuava a non capire. Ad un tratto, la tenda si aprì ed entrò una ragazza, robusta e dall'aspetto rassicurante.
  • Sei tu il detective Smack?
  • Si, sono io.
  • Bene. Io sono Iron Chansey e sono qui per condurti dal mio signore, Monteione. Deve parlarti. Ma adesso non c'è tempo, devi scappare subito da qui. Fidati di me. Prendi l'uscita sul retro e aspettami li.
Detto questo, la ragazza uscì e, dall'altra parte del corridoio, c'era Danny Barba. I due sembravano conoscersi.
  • Finalmente ci rivediamo, Iron! Quanto tempo! Ma adesso lasciami passare, c'è una persona che mi aspetta.
  • Beh, sono arrivata prima io. E verrà con me.
  • Io so cose che tu non sai. Lascialo a me.
  • Mi dispiace ma proprio non posso.
Detto questo, dalla barba dell'uomo spuntarono due aghi a velocità impressionante. La ragazza li schivò entrambi. Uno si conficcò nel pene di un vecchio e ferì la ragazza che gli stava facendo un servizietto, l'altro entrò in un deretano. Iron, di fronte al coltellaccio del suo avversario, tirò fuori la sua scopa chiodata e iniziò un duello feroce tra loro. Mentre i fendenti volavano a destra e a manca, Danny inciampò su un dildo e cadde per terra. Chansey avrebbe potuto farlo fuori ma, in nome della loro antica amicizia, non lo fece. I due, infatti, un tempo erano amici. Prima che arrivasse quella dannata barba.

  • Radio Bestia è marcia dall'interno – disse la strega Nevermail seduta ad un tavolo. Insieme a lei si trovavano Johnny Powertv e Alba Newmorning, esattrice delle tasse e sua consorte, da poco tempo.
  • In poche parole – disse il giornalista – la triade dei potenti si è indebolita. Ovetto, Pollux e il Sirenetto non sanno più cosa fare e fidarsi di Doppiomalto non è stata una scelta saggia. Si vede lontano un miglio che vuole Radio Bestia tutta per sé... E il prossimo passo sarà il trono di Petrock!
  • Ma noi abbiamo la nostra carta di riserva – disse Alba.
  • E quale sarebbe? - chiese Nevermail.
  • La madre dei cani. Nata dalla tempesta intestinale e distruttrice di guinzagli, si era perduta. Ma adesso è tornata. Avrà bisogno del nostro sostegno.
  • Per il momento aiutiamola – proseguì Powertv – poi vedremo il da farsi. Di Ceska e Gheraldo si sa nulla?
  • Presto parleremo anche con loro – disse la strega – ma credo che ci appoggeranno. In caso contrario, sappiamo cosa fare.

Imu aspettava dove gli aveva detto Iron. E, dopo breve tempo, la ragazza arrivò.
  • Dobbiamo andare. La strada per la dimora del mio signore è molta.
  • Ma come andremo?
  • Con la mia Harley Davidson, ovviamente.
Detto questo, i due partirono. Mentre si allontanava dal Granaio della Topa, Imu si chiese se avrebbe rivisto Leona. Sperava proprio di si.

Mentre la prostituta Pan tornava al Granaio della Topa, incontrò Jahvè Sixnegroni sul suo cammino. Individuo stravagante ma con la passione per il Negroni e, sopratutto, costantemente ubriaco.
Tuttavia, sembrava sobrio.
  • Cara Oma Pan, buongiorno!
  • Se incontro te, non è di certo una buona giornata.
  • Ahh! Acida come sempre!
  • Solo con te! Che cosa vuoi?
  • Avresti una sigaretta?
  • No, io non fumo.
  • Qualche spicciolo?
  • Nemmeno.
  • Che noia! Comunque sarò generoso con te, quando avrò concepito il PN.
  • Ovvero?
  • Il Perfect Negroni! La bevanda della leggenda, che da il potere!
  • Quale potere?
  • Io non lo so.
  • Sei proprio un coglione, Javhè!
Detto questo, Sixnegroni si allontanò. Pan non fece caso a quello strano incontro e, in breve tempo, arrivò alla sua destinazione. Trovò Lasallungo che si guardava un film della Troma.
  • Ce ne hai messo di tempo! Qui è successo il finimondo!
Pan si fece spiegare tutto dalla sua amica Leona, mentre Sherazade era impegnata a divorare tre montoni arrosto.

  • Dark , ho una missione per te! - tuonò Aaron – Devi spiare la mia compagna. Mi nasconde qualcosa, forse ha un altro!
  • Capisco – scrisse Dark nella chat. In quel momento, ricevette un messaggio anche da Sienna.
  • Dark, devi spiare il mio compagno, forse ha un altra! - diceva il messaggio.
Alcuni potrebbero beneficiarne” pensò Dark Stalker.

A Tognano Fal, Doppiomalto aveva organizzato l'ennesima festa. Aveva invitato troppe persone, probabilmente anche persone che tramavano alle sue spalle. Ma era uguale. La birra era più importante.
Dopo aver stracciato i suoi amici al gioco finocchio “Acchiappa la mazza”, venne avvicinato dalla strega Nevermail. Faceva parte di Radio Bestia.
  • Salve, strega!
  • Salute a te, Doppiomalto! Ti propongo un gioco. Lo chiamo “il salto nel passato”.
  • In cosa consiste?
  • Se riesce, ti verrà mostrata una scena del passato di una persona a tua scelta.
Proviamo a vedere qualcosa di Burger”, pensò il birraio.
  • D'accordo, procedì.
Detto questo, la strega gli vomitò addosso tutto quello che aveva bevuto e mangiato nell'ultima settimana. Gustav pensò di morire dal fetore ma, improvvisamente, sentì qualcosa. La sua vista venne spostata su una scena strana, probabilmente un bordello. Vide Max Burger entrare e giacere con una prostituta. Successivamente, vide la baldracca partorire un maschio!
Un maschio, dannazione!
Infine, vide il bambino cresciuto. Gli altri bambini lo prendevano in giro per la sua presunta calvizie, perchè portava i sandali con i calzini per la sua unghia incarnita e perchè amava una ragazza brutta che non lo ricambiava. Quando vide in faccia il bambino, capì tutto.
Quel volto gli era stranamente familiare.
Lo aveva già visto, e più volte.
Esiste un erede vivente al trono... E io so chi è! Ma non posso lasciarlo in vita... I miei piani sono già pronti... E lui potrebbe rovinare tutto... Meglio sbarazzarsene subito... Magari non sa di esserlo ma non posso rischiare...”
Tuttavia, mentre pensava, vide che alla festa era presente anche Aaron. E la strega gli aveva appena vomitato addosso.
I due, sporchi di vomito, si guardarono con tono di sfida.
Entrambi sapevano. Entrambi erano pronti a fare la loro prossima mossa.
Perchè al Petrock Palace o ci si vomita addosso o si muore.

FINE CAPITOLO 4

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