CAPITOLO
5
Il
canile chiamato “Arca di Noè” si trova nella stessa regione del
Petrock Palace ma è decisamente molto lontano da esso. In molti lo
credono disabitato e abbandonato a sé stesso.
In
realtà, non è così.
Friskies
da Eukanuba, nata dalla tempesta intestinale e distruttrice di
guinzagli, ne ha fatto ufficialmente il suo covo. Insieme alla sua
assistente, Paolina Bernicchia, predispone un piano di attacco e un
sinistro gioco di alleanze. Il tutto mentre le due consumano un pasto
sushi da asporto, senza ritegno e esattamente come gli animali che
amano. Mangiano proprio come dei cani.
- Molto buono questo tempura!
- Niente male nemmeno questo gamberetto del cazzo! - Friskies tira un grosso rutto e si rivolge nuovamente alla sua assistente – cosa sappiamo di nuovo?
- In molti si stanno organizzando, La morte di Max ha scatenato il putiferio. Ma abbiamo un contatto. Si tratta di Alba Newmorning, esattrice delle tasse e compagna di un certo Johnny Powertv, un giornalista.
- Bene. Il mio occhio di bue, che non sbaglia mai, mi ha appena detto quali mosse fare. Quando il mio esercito sarà pronto, contatta la ragazza.
- Sarà fatto!
Nel
suo capanno, Jahvè Sixnegroni era pronto per un nuovo tentativo.
Aveva realizzato un nuovo prototipo di Perfect Negroni. Ne aveva già
bevuti dieci quel giorno ma l'effetto che gli fece la nuova mistura
fu senza precedenti. Dopo aver bevuto ebbe una visione mistica:
un
branco di negri che pomiciavano tra loro, e ballavano attorno ad una
macchina da presa coi colori dell'arcobaleno. Si vendevano qualcosa
tra loro e, alla fine, guardavano Jahvè tutti incazzati neri.
In
quel momento, la visione finì. Sixnegroni sentì che, questa volta,
il potere fluiva davvero dentro di lui.
Ceska
Cappini e Gheraldo I da Pornolandia si svegliarono. Probabilmente
avevano fatto sesso ma non lo ricordavano. La cosa strana era che si
trovavano nel pub gestito da Gheraldo, “American Porno Street
Fighter”. Ma erano legati ad una sedia ed era tutto buio.
- Ma dove siamo? Non vedo nulla! Aiuto!
- Calma, ragazzi, calma...
- Riconosco questa voce – disse Gheraldo – sei tu, Doppiomalto?
Dall'oscurità
emerse proprio il signore di Tognano Fal. Gustav Doppiomalto.
- Si può sapere che cosa vuoi? - esordì Ceska.
- Mi farete da cavie, signori. Vieni, Jahvè.
- Che cosa? - disse Gheraldo – Allora ha sempre lavorato per te!
- Esattamente – disse Gustav, mentre faceva entrare Sixnegroni nella stanza principale, ormai del tutto illuminata – Dato che so anche troppe cose, devo capire di chi fidarmi. E voi due, di Radio Bestia, siete sempre stati troppo ambigui. Dagli la pozione, e vediamo se funziona. E' il Perfect Negroni!
- NON OSERAI! - dissero in coro gli ostaggi.
- Oh si.
Nonostante
le opposizioni, Jahvè fece bere loro la pozione. I due chiusero gli
occhi e, quando li riaprirono, Gustav fu la prima persona che videro.
Gustav
disse:
- Ceska, piazza la tua tetta sinistra nuda sulla bocca di Gheraldo.
La
ragazza eseguì subito l'ordine, senza fiatare.
- Gheraldo, slegati da solo. Successivamente ti tirerai fuori l'uccello e lo poserai sulla friggitrice accesa. Riderai per il piacere.
E
l'uomo lo fece. Jahvè e Gustav si guardarono ridendo.
Nel
frattempo, al Granaio della Topa, due uomini stavano entrando e
portavano via con la forza Leona. Dopo aver minacciato di morte tutte
le prostitute, stordivano Lasallungo e se ne andavano.
Pan
e Sherazade parlavano dell'accaduto.
- Dobbiamo salvare Leona! - disse Pan.
- Non prima di aver mangiato un paio di fagiani arrosto.
- Pensi sempre a mangiare carne! Ma un po' di legumi, tipo un po' di piselli?
- Dimmi che non è un gioco di parole, Pan. Li mangiamo e ingoiamo tutti i giorni. Comunque, credo di sapere chi abbia portato via Leona. I due uomini portavano una spilla con sopra disegnato uno stronzo di escrementi.
- E' il simbolo di PieceofShit! Ma come facciamo a...
- Ragazze, non siete sole. Ci sono io!
Le
ragazze si voltarono e videro davanti a loro uno strano individuo
mascherato, con un filtro di sigaretta che gli copriva la faccia.
Gregor
da Ikea era piuttosto tormentato. Aveva parlato con Hillary del sogno
dei peni e nessuno gli aveva dato un'interpretazione convincente.
- Pare che, presto, dovrò fare una scelta.
- Caro, sei in crisi anche se devi mettere un'anta su un mobile. Gli intrighi del Petrock Palace sono troppo pericolosi.
- E' vero ma se ci fosse qualcosa che non va? E se l'unico a cambiare le cose fossi solo io?
In
quel momento suonò il telefono. Lo prese Hillary. Dopo essere stata
un bel po' al telefono, prese un coltello e lo puntò verso il
coniuge:
- Amore, ma che fai?
- C'è stato un cambio di programma, Gregor. Hai un mobile da costruire. Un mobile assassino.
Dark
Stalker, dopo aver scritto l'ennesimo commento su Twitter dove
vaneggiava su qualcosa che era andato bene ma che non poteva essere
detto, stava parlando con Sienna Certa nella sua topaia. La ragazza
aveva avuto fegato ad andare a trovarlo da solo.
- Gli uomini di tuo marito hanno prelevato una baldracchina da un night club.
- Ahh, lo sapevo che aveva un'altra. Chi te lo ha detto?
- Alcuni.
- Sempre con questa storia, Dark! Chi ti ha insegnato questo metodo?
- Alcuni.
- Va bene – disse esasperata la ragazza – hai fatto il tuo dovere. Ecco il tuo premio. Potrai usare il mio account Facebook tre volte alla settimana, durante turni di 120 minuti. Non sforare e, sopratutto, non mettermi nei guai. Alla fine, avrai il tuo profilo ufficiale, se porti a termine l'indagine.
- Certo, mia signora. Mi viene da vomitare.
- Non potevi dirlo prima?
- Mi è passato.
“Che
elemento”, pensò la ragazza mentre se ne andava.
Alba
e Johhny stavano provando la posizione numero 70 del Kamasutra. Prima
erano andati a cena fuori e dopo si erano dati alla pazza gioia. Si
apprestavano a provare la 71 quando suonò il telefono. Jon si spostò
una tetta dalla bocca e rispose.
- Si, pronto?
- Jon, sono Nevermail. Abbiamo un problema.
- Ovvero?
- Ceska e Gheraldo sono spariti. Non li trovo da nessuna parte.
- DANNAZIONE! PERDIAMO I PEZZI DALLA LETTIERA!
- Si dice scacchiera – lo ammonì Alba.
- E chi se ne frega! Qui c'è lo zampino di Doppiomalto, me lo sento!
- Che cosa facciamo? - chiese la strega.
- Proviamo a parlare con Chiara Beer. Le commissioniamo qualche tatuaggio, le offriamo una decina di birre e ci dirà quello che sa.
Imu
Smack e Iron Chansey stavano entrando nella dimora di Monteione. Era
tappezzata di poster del noto gruppo “Fashion Mode” e,
sopratutto, era pieno di film. Imu non ne vedeva così tanti da
quando soffriva di unghia incarnita. Ad un tratto, Monteione fece la
sua comparsa.
- Salve, detective.
- Salute a lei, signor Monteione. Non so nemmeno perchè siamo qui. Siamo stati aggrediti al Granaio della Topa e la sua guerriera mi ha portato qui.
- La morte di Max Burger ha scatenato qualcosa di travolgente – disse Monteione – e so che sta indagando sull'omicidio. Vorrei sapere cosa ha scoperto a riguardo.
- Mi spiace ma non posso rivelare nulla in proposito. Si tratta del segreto professionale.
- Nemmeno se le regalassi la versione estesa di “Batman V Superman”?
Quello
era un colpo basso. Imu aveva sempre voluto quel film ma non lo aveva
mai ottenuto. Aveva avuto talmente tanto di quel successo che non lo
avevano più rieditato. Smack ci pensò un po' su e, alla fine,
rispose:
- La cosa mi alletta ma purtroppo non posso. Per quanto ne so, potrebbe essere coinvolto anche lei.
- Potevo ucciderla subito, se così fosse stato. Vede, chi entra in possesso del trono domina tutto. E questo qualcuno nell'ombra non esita a uccidere, rubare e fare qualunque altra cosa per avere ciò che vuole. Io non mi sento tranquillo e anche le mie proprietà sono a rischio. Dobbiamo unire le forze.
In
quel momento, il telefonino di Imu, con la suoneria dei “Digimon”,
squillò. Il detective rispose.
- Pronto?
- Detective, sono Aaron Pieceofshit. Mi spiace disturbarla ma, ovunque sia, temo sia costretto a venire al Petrock Palace.
- E per quale motivo?
- Il nome “Leona” le dice niente?
Imu
sentì un violento strizzotto di pancia ed una diarrea in arrivo.
Sentiva anche la voce di lei, che lo intimava di non venire perchè
si trattava di una trappola.
- Oh mio Dio! Ma perchè rapire lei? Cosa centra?
- Lei è proprio un imbecille. Ma non vede che lei è intenzionata a dargliela, senza compenso? Effettivamente, non capisco come sia possibile ma è così.
- Che cosa devo fare?
- E' semplice. Venga al Petrock Palace da solo e facciamo due chiacchiere. Se scopro che non è da solo, prima cavalchiamo la ragazza a turno e dopo la uccidiamo. Mi sono spiegato?
- Si.
- Mi spiace ricorrere a certi mezzi ma lei è più importante di quanto pensa, signor Imu. Non faccia il codardo e sia puntuale all'appuntamento con il destino!
FINE
CAPITOLO 5
Nessun commento:
Posta un commento